Libertà era restare è un’Associazione di Promozione Sociale che nasce nel Marzo 2015 per favorire e promuovere lo scambio culturale e la collaborazione fra giovani legati ai territori di Monte Sole, in provincia di Bologna, e quelli residenti nelle isole di Lampedusa e Linosa.

“Sono i partiti da una tavola di fame, da una guerra, da siccità, da cavallette, questi partiti non hanno avuto libertà, perché … libertà era restare.”

Con queste poche e semplici parole lo scrittore Erri de Luca riesce a descrivere in sintesi le cause delle migrazioni ed i migranti stessi che oggi così tragicamente tentano di attraversare il Mediterraneo.

L’Associazione nasce per dare seguito al legame che si è venuto via via a costituire, dopo la partecipazione alle celebrazioni del 25 Aprile nel 2013 a Monte Sole di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa, invitata dopo che scrisse quella lettera in cui si chiedeva quanto doveva essere grande il cimitero della sua isola per continuare ad accogliere i cadaveri che giungevano sulle coste di Lampedusa di chi continuava a morire in mare.

Fra i nostri rispettivi territori abbiamo scoperto molte analogie:

  • Monte Sole teatro del più efferato eccidio nazi-fascista della seconda guerra mondiale; il mare intorno alle coste delle isole Pelagie teatro di un altrettanto ignobile eccidio che si sta consumando ai giorni nostri, spesso nell’indifferenza o addirittura il compiacimento di chi, evidentemente, ha perso il rispetto per il valore della vita umana.
  • Le cause che hanno portato morte, paura e fuga 73 anni fa sulle nostre montagne e che oggi costringono a fuggire altre persone nel tentativo di salvarsi almeno la vita.
  • Le date in cui si ricordano questi eventi: la prima domenica di ottobre a Monte Sole e il 3 Ottobre a Lampedusa, giorno in cui, nel 2013, morirono 368 migranti in un naufragio proprio nei pressi dell’Isola dei Conigli, una delle più belle spiagge del mondo.
  • I luoghi naturali ed incontaminati: da noi dove la natura ha avuto il sopravvento dopo l’abbandono nel dopoguerra; nell’isola più a sud d’Europa dove si assapora già il fascino dell’Africa con il suo clima tropicale e un mare luminoso e trasparente.

L’obiettivo principale quindi che questa Associazione si pone è quello di mettere in relazione le persone, in particolare i giovani, di questi due territori. Quella del Campo di Volontariato a Lampedusa è un’occasione di incontro, di servizio (si sono svolte attività ambientali e sociali collaborando con le realtà del luogo) ed è anche un’occasione di vacanza in una terra e un mare meravigliosi.

Cosa abbiamo fatto a Lampedusa:

Abbiamo organizzato un primo Campo di Volontariato dal 2 al 14 Ottobre 2015, un altro dal 2 al 10 ottobre 2016 e siamo pronti per il terzo Campo dal 1 al 10 di ottobre 2017. Siamo riusciti a reperire e fare arrivare sull’isola un ecografo che è stato donato al Centro di recupero delle tartarughe marine del WWF. E’ l’occasione per confrontarsi e collaborare con le Associazioni e le Istituzioni del luogo. I nostri ragazzi hanno incontrato, non tanto i migranti, ma le persone che li hanno soccorsi ed accolti.

Perchè:

Crediamo che poter conoscere direttamente l’esperienza di chi vive in prima persona il contatto con chi arriva in condizioni critiche dal mare in cerca di pace e sicurezza, e chi in particolare si è trovato coinvolto quella notte del 3 ottobre 2013, in occasione del naufragio avvenuto sulle coste dell’isola che ha visto perire 368 persone, possa aiutare i giovani a capire meglio il significato del soccorso e dell’accoglienza a chi affronta il dramma delle migrazioni dei nostri giorni.

A Lampedusa, con l’aiuto delle istituzioni civili e religiose è anche possibile approfondire le cause che stanno dietro al fenomeno a cui oggi l’Europa sembra assistere impotentemente.

Con chi:

I nostri principali partner sono: Legambiente, la Parrocchia di Lampedusa, l’Archivio Storico di Lampedusa, l’Amministrazione Comunale, gli uomini della Guardia Costiera, i Volontari del Progetto Mediterranean Hope della tavola delle Chiese Evangeliche, il Forum Lampedusa Solidale, alcune Associazioni impegnate nel sociale ed alcuni gestori di Diving.

Cosa abbiamo fatto a Monte Sole:

Abbiamo organizzato, in collaborazione con la direzione didattica di Lampedusa, un periodo di soggiorno di una settimana fra Monte Sole e Bologna, per un gruppo di 17 studenti del Liceo scientifico Ettore Majorana di Lampedusa accompagnati da due docenti. Il periodo è stato quello in concomitanza con la Festa della Liberazione, dal 21 al 27 Aprile 2016.
Al progetto è stato dato il nome “La Resistenza dagli Appennini a Lampedusa”; prima della venuta a Monte Sole dei ragazzi, siamo scesi sull’isola con un esperto ed abbiamo tenuto una lezione presso la sala del Consiglio Comunale, propedeutica all’esperienza che avrebbero fatto sul nostro territorio.
Nel settembre 2017 dal 4 al 14, si svolgerà a Cerpiano, in una struttura messa a disposizione dalla Comunità Monastica di Monte Sole, il primo Campo di Volontariato e Formazione sul nostro territorio.
Perchè:

Crediamo importantissimo, nell’ottica del confronto e dello scambio, in particolare fra i giovani, dare la possibilità. ai ragazzi lampedusani in particolare, di conoscere la storia legata alla Resistenza, alla lotta di liberazione e all’eccidio dell’autunno del ‘44 al fine di comprendere l’inutilità della guerra e la possibilità di risolvere i conflitti in modo non violento. Tutto ciò è possibile a Monte Sole, grazie alla presenza del Parco Storico, della Scuola di Pace, della Comunità della Piccola Famiglia dell’Annunziata fondata da Don Giuseppe Dossetti.

Considerazioni:

Crediamo esistano molte analogie che legano Monte Sole a Lampedusa: quanto è successo più di settant’anni fa sul nostro Appennino era la conseguenza delle stesse situazioni che oggi vediamo essere le cause che spingono milioni di persone a fuggire dalle proprie case anche a costo di rischiare la vita attraversando il Mediterraneo. Anche le date delle tragedie che hanno colpito queste nostre terre coincidono: fra il 29 settembre ed il 5 di Ottobre la strage di Monte Sole e il 3 Ottobre il grande naufragio a ridosso delle coste di Lampedusa.

L’Associazione oltre all’organizzazione dei Campi di Volontariato e Formazione, organizza incontri sul territorio, con la cittadinanza ed in particolare nelle scuole, per presentare l’esperienza fatta sull’isola e analizzare il tema dell’accoglienza dei migranti, la possibilità di aprire corridoi umanitari e le criticità degli hot spot (in particolare relativamente alla trasformazione avvenuta a Lampedusa) che da centri di accoglienza si stanno trasformando in luoghi di detenzione ed espulsione.

Note:

L’associazione si è attivata, collaborando anche con altre associazioni, per dare risposta a specifiche esigenze e problematiche riscontrate sul territorio Lampedusano: sia in merito a collaborazioni sul tema “migranti” ma anche relativamente a particolari esigenze di realtà locali; siamo riusciti ad esempio, come accennato in precedenza, insieme all’associazione Hand, a reperire e donare un ecografo al centro di recupero delle tartarughe marine del WWF presente sull’isola; è in corso lo studio di un progetto da realizzare in collaborazione con la Parrocchia di San Gerlando per favorire l’accoglienza di gruppi giovanili desiderosi, come noi, di confrontarsi con le realtà locali.

Prospettive:

Attualmente “Libertà era restare” è alla ricerca di una adeguata sede in città a Bologna in modo da poter avviare anche una attività pratica specifica a favore di immigrati ospiti sul nostro territorio, come corsi di italiano e di formazione di base o altro.

Stiamo cercando di organizzare un Campo, analogo a quelli di Lampedusa, a Monte Sole, dal 2 al 6 di Novembre 2017 andremo a Riace in Calabria, allo scopo di conoscere l’esperienza di quel paese e del suo sindaco Domenico Lucano, sperando di poter cogliere e replicare, per quanto possibile, anche sui nostri territori le buone pratiche che a Riace hanno trasformato i profughi in grande risorsa ed opportunità per tutta la comunità locale, dimostrando che una vera, buona e proficua integrazione è possibile.

L’Associazione cerca inoltre di sostenere e promuovere esperienze di micro accoglienza che stanno nascendo anche nelle nostre zone. Tutto ciò, oltre ad affrontare e risolvere specifici problemi personali, può contribuire a demolire e superare quegli atteggiamenti di rifiuto e contrasto basati spesso su idee infondate e sbagliate di intolleranza o figlie di una speculazione politica che guarda egoisticamente solo all’interesse personale di pochi.